Kiwangala

Nella comunità di Kiwangala sono molte le persone affette o contagiate dal virus dell’HIV; molti hanno perso i genitori durante gli anni di trambusto politico che hanno caratterizzato l’Uganda, e altri ancora non hanno avuto la possibilità di ricevere un’istruzione a causa dell’estrema povertà in cui versano. Si tratta di una parte di popolazione che conta oltre 40.000 persone.

La pandemia dell’AIDS ha praticamente devastato la zona: i dati forniti da una delle aziende sanitarie locali rivelano che nelle sub-contee di Kisekka e Lwengo il tasso di sieropositività si aggira intorno al 15%.

Kiwangala confina con il distretto di Rakai, la zona considerata come il fulcro dell’AIDS in Africa, e la combinazione tra l’alto tasso di contagio e il bisogno di sensibilizzare la comunità locale ha fatto sì che la maggior parte della popolazione continui a richiedere i programmi per l’AIDS.

La zona commerciale più vasta è quella di Masaka, a 32 km di distanza, mentre si trova a 50 Km il confine con la Tanzania. Nel 1979 Kiwangala vide inoltre l’esercito tanzaniano stanziarsi nel villaggio dopo l’invasione della Tanzania del 1978 per opera di Idi Amin. In generale, possiamo dire che l’etnia di Kiwangala è costituita da una sola tribù etnica, i Baganda, e pertanto il Luganda è la lingua più parlata.

Secondo il censimento popolare condotto nel 2008 dalla sub-contea di Kisekka, vi sono nella comunità 44.416 persone (di cui 23.113 donne e 21.303 uomini più i bambini) con 10.225 abitazioni. La famiglia è composta mediamente da 8 persone.

La zona commerciale rappresenta il centro della città e a ridosso vi è il quartiere residenziale circondato da fattorie e foreste. Per risolvere i loro problemi i membri della comunità si rivolgono principalmente ai capi di quartiere o, qualora essi non ne siano in grado, al Controllo Locale (LC), senza distinzioni di sesso. La comunità dispone di un sistema di amministrazione locale diviso tra LC1, LC2, LC3, capi di quartiere e i capi religiosi nominati dalla comunità stessa. Nonostante l’area sia nota per essere il fulcro dell’AIDS vi è tuttavia una grossa produzione di platani (matooke), mentre il sud di Masaka può vantare la stoffa da corteccia più pregiata dell’Uganda.

La maggior parte delle case è costruita con mattoni e fango; è proprio la diversificazione delle strutture abitative ad essere indice della disparità economica tra i membri della comunità. Per la costruzione delle case viene spesso impiegata la manodopera locale e i materiali necessari sono principalmente fango, mattoni e paglia per i tetti.

 

MAGGIORI INFORMAZIONI

Religione, cultura, intrattenimento

Le principali religioni praticate nella comunità sono quella cattolica, protestante, musulmana e della Rinascita. Esistono anche credenze popolari, ma sono poco diffuse. Le festività sono la Pasqua, il Natale, il giorno dell’Indipendenza, l’anniversario della caduta di Idi Amin (Idy day) e la giornata dei martiri. In queste occasioni molti si recano in preghiera e, successivamente, a passeggio per la zona commerciale.

Tra i luoghi sacri troviamo le Pietre Sacre, lungo la strada che conduce a Makondo, e Wajinja, un luogo spirituale con delle sedie, dove la gente si reca per pregare o rilassarsi.

Tra i capi religiosi della comunità abbiamo Kiwala Moses (direttore della Children’s Sure House), pastori, preti e sceicchi e il loro ruolo consiste nel predicare e fornire consigli spirituali a coloro che ne hanno bisogno.

Il matrimonio è tenuto in forte considerazione da tutti, dal momento che una persona non sposata viene vista come diversa all’interno ella società. Gli uomini si sposano normalmente a 18 anni, mentre le donne si sposavano tradizionalmente a 13, prima che la legge portasse anche per loro l’età minima per sposarsi a 18 anni. In genere ci si sposa per fare figli, per compagnia, e di solito le coppie sposate non si separano. Purtroppo però ci sono molte vedove a causa dell’AIDS; la mortalità, nonostante sia abbastanza elevata nella zona, è percepita come un fattore esterno e nessuno ha il controllo della propria vita o morte. A causa dell’AIDS assistiamo alla media di un funerale a settimana e la paura di morire è ancora elevata; i morti vengono sepolti sotto le proprie case o insediamenti. Il rito funerario, durante il quale il corpo viene avvolto alla stoffa da corteccia, coincide con la purificazione: tutti hanno una vita ultraterrena, mentre i Pagani, secondo Cristiani e Musulmani, vanno all’inferno.

La stagione della semina è a marzo e settembre, mentre quella del raccolto è a giugno e dicembre; la stagione delle piogge va da marzo a maggio e da settembre a novembre, mentre la stagione secca va da dicembre a febbraio e da giugno a agosto.

Le forme più comuni di intrattenimento sono la musica e le danze popolari, tra cui la tradizionale Mazinga Maganda. Molti trascorrono le giornate stando nei bar, giocando a biliardo, guardando la televisione o prendendo parte ai matrimoni. Non manca l’attività teatrale, infatti vi sono diverse compagnie che vengono in visita nella comunità e mettono in scena rappresentazioni a sfondo per lo più culturale. Il gioco del calcio è molto diffuso nella zona, oltre al biliardo, le carte, la pallavolo, e il netball (un gioco di squadra simile al basket); tuttavia alle donne non è consentito giocare a calcio poiché considerata un’attività inerente alla vita culturale.

Tra le varie attività vi è anche la caccia ai conigli, con le tradizionali reti fatte di vite.

Mezzi di trasporto e comunicazione

Alcune delle strade da e verso la comunità comprendono quella per Mbirizi (che collega all’autostrada Mbarara), Masaka, Makondo, e quella per le zone di Kalisizo e Rakai. Alcune di queste strade non sono transitabili durante la stagione delle piogge; il trasporto è infatti disponibile solo attraverso un noleggio speciale. Il costo della tratta da Kiwangala a Masaka (32 km) è di 5.000 scellini, mentre quella da Masaka a Kampala (184 Km) è di 7.000 scellini. In media, nel tratto da Kiwangala a Masaka salgono 14 persone (dai bambini ai contadini) in una berlina omologata per 5; i veicoli inoltre trasportano anche banane e altri prodotti agricoli da vendere a Masaka.

Da Kiwangala al distretto di Kalisizo/Rakai sono 19 km; fino a Makondo sono 3 km; per Masaka sono 32 km e per Mbirizi sono 19 km.

Tra i vari mezzi di comunicazione quelli più accessibili sono la radio e la televisione. Quasi tutti ascoltano la radio quotidianamente, e gli adulti e i benestanti possono permettersi di acquistare il giornale, che non si trova in loco, ma bisogna recarsi a Masaka. Su una torre si trova un potente altoparlante dal quale le persone possono fare degli annunci rivolti alla comunità entro un raggio di 1 km. Esistono poi anche delle motociclette e delle biciclette con dei potenti altoparlanti.

Acqua e servizi igienici

Entro i confini di Kiwangala ci sono quattro pozzi trivellati e due profonde sorgenti. Tutti posso recarsi ai pozzi e alle sorgenti, e sono tutti gratuiti; nella zona ci sono anche molte cisterne per la raccolta di acqua piovana e la comunità, in gruppi, coopera con l’amministrazione locale per il mantenimento dei pozzi. Alcune sorgenti, soprattutto quelle di acqua naturale, sono stagionali; quando, durante la stagione secca, c’è siccità e le taniche familiari si prosciugano, le persone trasportano l’acqua dal pozzo più vicino con le taniche. Dopodiché la comunità si organizza in gruppi per riparare l’attrezzatura guasta.

Per alcuni pozzi le alleanze tra i vicini della comunità sono deboli e la manutenzione delle pompe è lenta. L’acqua può anche essere consegnata dai pozzi direttamente a casa al costo di 200 scellini a tanica, ma il prezzo salirà presto a 250 scellini. Inoltre non esiste un ordine stabilito per l’accesso all’acqua, ci si basa sull’ordine di arrivo. Alcuni dei pozzi e delle sorgenti non sono adeguatamente puliti per poterci bere, quindi vengono utilizzati per lavare i vestiti e farsi il bagno. La toilette pubblica più vicina si trova a Masaka, e molte abitazioni private hanno delle latrine a fossa.

A Kiwangala non ci sono impianti idraulici. La maggior parte dei rifiuti sono organici e derivano da sottoprodotto alimentare; ci sono anche diversi rifiuti inorganici che derivano dalla plastica, ma a causa della povertà del villaggio la maggior parte delle bottiglie, barattoli e buste vengono riciclate dai membri della comunità per uso personale. La maggior parte dei rifiuti viene buttata nelle fosse dell’immondizia e poi incenerita. I rifiuti che non possono essere bruciati (come il vetro, le batterie, ecc.) vengono scaricati nelle latrine a fossa.

Mercati, provviste e generi alimentari

Il mercato del sabato è l’unico mercato pubblico: è molto più grande degli altri e offre prodotti che non sono reperibili nei mercati circostanti, come la patata bianca. Il mercato del sabato è inoltre molto più popolare degli altri mercati vicini e attira molta gente proveniente da tutta Lwengo e i distretti di Rakai.
Il giorno del mercato è il sabato: questa scelta è motivata dal fatto che la domenica è il giorno in cui ci si reca in Chiesa, e il sabato diventa così il giorno in cui più persone hanno la possibilità di recarsi al mercato. I mercati di Kalisizo e Masaka sono più grandi dei mercati in Kiwangala; attirano persone provenienti da svariate comunità e vendono più prodotti. Entrambi sono situati a un raggio di 30 km circa da Kiwangala.
I prodotti alimentari disponibili giornalmente sono platani, fagioli, frutta, verdura, riso, e altri tipici prodotti locali dell’Uganda. Anche le uova e la pasta sono disponibili quasi ogni giorno. Mancano prodotti come aglio, formaggio, e altri cibi Europei, disponibili invece a Kalisizo e Masaka. La maggior parte dei prodotti proviene da Masaka, nonostante una buona parte di essi venga prodotta dai contadini della zona. L’alcool, soprattutto la birra, è considerato un lusso in tutta la zona, poiché molte persone non dispongono di risorse economiche sufficienti per permettersi il bere. Anche il pesce e la carne sono considerati prodotti di lusso poiché molto costosi. Il bestiame è un privilegio, infatti rappresenta più uno status sociale che un mezzo di consumo personale, ed è solitamente costoso, soprattutto le mucche.
In Uganda la gente mangia prodotti tipici del mercato locale ogni giorno, come platani, patate dolci, riso, noci e altri alimenti. Durante le cerimonie si consuma molta carne, soprattutto per sacrifici animali, ed è in queste occasioni che, tra l’altro, si consuma più alcool rispetto ai giorni ordinari.

A seconda della personale condizione economica, molti consumano un pasto al giorno: il pranzo è generalmente all’una di pomeriggio, la cena alle nove o dieci di sera.

Ci sono molti negozi che offrono altri prodotti diversi dal cibo, come negozi d’abbigliamento o sartorie, o altri che vendono prodotti per la casa, come sapone e carta igienica. Nella comunità ci sono tre ristoranti che offrono cibo tipico dell’Uganda, come carne, riso, zuppa di noci, platani, patate dolci e posho (prodotto a base di farina di mais e acqua, anche noto come Ugali in Tanzania). Cibo e prodotti di raccolto coltivati nella comunità sono caffè, banane, pomodori, patate dolci e patate bianche, cipolla e altri, e sono reperibili in tuttala comunità. Prodotti del raccolto locale destinati alla vendita sono caffè, mango, banane, vaniglia e noci. Prodotti per il sostentamento sono avocado, papaya, pomodori, cavoli, carote e cipolle.

L’allevamento è molto diffuso all’interno della comunità, soprattutto di maiali, capre, tacchini, polli e bestiame; questi sono destinati soprattutto alla vendita più che al consumo personale.

Agosto è la stagione della semina e delle piogge, mentre marzo è la stagione della semina. Tra di esse si collocano stagioni secche e piovose: la stagione secca è a giugno. La stagione in cui c’è più fame è quella a ridosso della stagione della semina, in cui la gente mangia meno oppure mangia prodotti meno costosi.

Sviluppo economico

Le principali attività economiche della zona ruotano intorno all’agricoltura. Circa l’80% della popolazione si basa su di essa per soddisfare i bisogni giornalieri e la maggior parte di essa, una volta soddisfatti i bisogni alimentari della propria famiglia, vende il rimanente ai mercati locali.

La popolazione spende denaro per beni di prima necessità, come vestiario, cibo, tasse scolastiche, e la casa. Molti non hanno la disponibilità economica per attività extracurricolari o interessi personali. Le principali attività produttive nella comunità sono costituite da apicoltura, piccole coltivazioni, lavorazione di cestini ad intreccio, produzione del sapone, allevamento ittico, fabbricazione di zerbini, attività forestali, vendita di acqua, vendita di vestiti usati e lavorazione di cortecce degli alberi per ricavarne un tessuto tipico dell’Africa.

Molti prodotti vengono venduti grazie al passaparola, e anche grazie a campionari sparsi per il paese. Per esempio un gruppo di donne, chiamato Twezimbe, produce sapone e ne distribuisce in piccole quantità per far conoscere il loro prodotto. La comunità è conosciuta per i tessuti ricavati dalla corteccia d’albero, per il caffè, per i platani e per il miele, nonché per la lavorazione del caffè e produzione di farina di mais. La maggior parte della popolazione custodisce il denaro nella propria abitazione ma ci sono anche delle strutture per richiedere prestiti, come le SACCO o addirittura gli usurai. Inoltre l’istituzione di agenzie locali di microcredito (VSLA – Village and Savings Loan Association) ha permesso accesso ai prestiti a circa 70 persone, grazie ai risparmi accumulati. Ci sono due SACCO a Kiwangala; la banca più grande è situata a Masaka e, che io sappia, non ci sono altre istituzioni finanziarie oltre a quella di Masaka. La SACCO è stata istituita da circa 6 anni, mentre le banche più grandi di Masaka esistono da circa 8, dopo il fallimento della Banca Cooperitiva di Uganda e della Banca Commerciale di Uganda. I tassi d’interesse sui prestiti rilasciati dalla SACCO sono relativamente bassi, ma spesso coloro che hanno ottenuto dei finanziamenti non avevano progetti preliminari, o dei piani per generare delle entrate, quindi non sono riusciti a risanare i debiti.

In genere le persone vengono consigliate dalle maggiori istituzioni bancarie della zona, ma dal momento che gli utenti sono spesso sprovvisti di garanzie o di una conoscenza di base della finanza, sono le stesse strutture bancarie a scoraggiare la popolazione rurale. Molte di queste hanno delle guardie giurate all’esterno, l’iter da seguire per ottenere i prestiti è molto complesso, specialmente per le persone poco istruite, e il personale all’interno è spesso scortese e impaziente. Tra le varie casse di risparmio e finanziarie della zona troviamo le tre VSLA avviate negli ultimi 4 mesi.

Tra i prodotti da esportazione troviamo platani, caffè, e legname da inviare a Kampala e Masaka. I consumatori pagano indirettamente le tasse che vanno ai mercati locali o ai magazzini.

Lo sviluppo delle attività produttive nella comunità deve fare i conti con la mancanza di capitale economico, di ruolo di genere (uomini e donne) all’interno della comunità o di progetti finanziari stabili. Ad esempio, capita spesso che ci siano delle idee brillanti, ma o non si possiede il fondo minimo richiesto per avviare l’attività, o vi è impossibilità dovuta alle responsabilità domestiche, come curare la prole, cucinare o fare le faccende.

Nella comunità la conoscenza o competenza in merito ai meccanismi finanziari è decisamente limitata, dal momento che la maggior parte della popolazione non è istruita, è analfabeta o non ha alcuna esperienza nella gestione di affari. Nelle VSLA in via di sviluppo i volontari hanno anche organizzato dei corsi di formazione ai fini della praticabilità, oltre ad aver fornito consigli utili a rendere proficue le attività produttive nascenti. Come già detto in precedenza, alcune abitanti della comunità si sono organizzate in un gruppo chiamato Twezimbe per produrre sapone; hanno inoltre ricevuto un training sul valore aggiunto, sulle spese di gestione e sul marketing, così da dare loro modo di stimolare la competizione.

I gruppi più abbienti sono così le VSLA e altri titolari di attività che hanno beneficiato dei training organizzati sia dalla Children’s Sure House che dall’associazioneVI Agro Forestry. Ad aver ricevuto una scarsa formazione restano i piccoli agricoltori o i singoli membri della comunità che vendono semplici prodotti.

Tra le varie campagne sociali di marketing nella comunità vi sono campagne contro il sesso intergenerazionale, HIV/AIDS, malaria e povertà. Molte di queste campagne sono condotte dalle ONG locali con un piccolo sostegno da parte del governo Ugandese.

Organizzazioni/Associazioni che operano nella comunità

Le associazioni che operano nella zona sono:

COTFONE: lavora principalmente sui bambini orfani e disagiati con lo scopo di fornire loro gratuitamente un’istruzione di base (compresa quella professionale) e servizi sociali. COTFONE inoltre compie un esteso lavoro per la comunità calato nel sociale, come la formazione delle VSLA, l’offerta di una formazione sulla prevenzione contro l’HIV/AIDS e seminari sulla salute/alimentazione. COTFONE lavora inoltre con medici generici del posto, con l’obbiettivo di fornire ai bambini i farmaci per la malaria.

Children’s Sure House: oltre ad essere una scuola, la Children’s Sure House è una ONG che offre lavoro nel sociale all’interno della comunità, oltre all’istruzione gratuita in asili nidi, scuole elementari, scuole secondarie e università. Garantisce sostegno ai 2000 orfani nei distretti di Masaka, Rakai, Bushneyi, Wakiso e Amuria; alfabetizzazione agli adulti; prevenzione contro l’HIV/ADS; soppressione della povertà di massa; protezione dell’ambiente; collaborazione con i produttori agricoli del posto; servizi di assistenza sociale; sistemazione in alloggi; turismo dei volontari; salute e misure sanitarie per gli anziani, compresa l’assistenza negli ospizi.

IV Agro Forestry: IV Agro Forestry si concentra soprattutto sulla tutela dell’ambiente e sul miglioramento delle pratiche agricole. I suoi referenti lavorano sia con le ONG locali per sostenere queste iniziative, che con le VSLA e Children of the World, che si propone di sostenere gruppi di giovani disagiati.

World Vision: World Vision si concentra sul sostentamento dei bambini, sulla consapevolezza e la prevenzione del l’HIV/AIDS e sul miglioramento delle pratiche agricole.

TASO: si concentra sulla prevenzione dell’HIV/AIDS e sull’assistenza attraverso la collaborazione con ONG locali per attivare programmi che siano specifici delle aree interessate.

Istruzione e scuola

Nella comunità ci sono sette scuole, dall’asilo alle scuole primarie, e circa il 70% dei bambini frequenta le scuole secondarie. A seconda della capacità della scuola, gli insegnanti di ogni istituto possono variare da 3 a 8. Il rapporto studenti – insegnanti è di circa 100 a 1 e questo varia sia da classe a classe a causa di un alto tasso di abbandono, sia da scuola a scuola a seconda delle finanze di cui queste dispongono; ad esempio il centro per bambini di COFTONE lavora con i bambini orfani e disagiati e il rapporto studenti – insegnanti è lo stesso. Il centro per bambini di COFTONE è gratuito, come la maggior parte delle altre scuole primarie della zona, e questo è possibile anche grazie all’accordo UPE (Universal Primary Education) istituito dal governo dell’Uganda. Nelle scuole della comunità c’è una discreta uguaglianza di sessi e l’insegnamento raggiunge comunità limitrofe come quelle di Masaka e Kalisizo. Nella zona non ci sono scuole di orientamento professionale, ma il centro per bambini di COFTONE lo inserisce all’interno dell’istruzione gratuita di base, specialmente per gli orfani di AIDS di età compresa tra i 4 e i 12 anni.
Esistono diverse scuole religiose nella comunità, tra cui la Children’s Sure House, una scuola cristiana in cui l’istruzione è gratuita e accessibile a tutti. 

La ragione principale per cui molti bambini abbandonano la scuola è la mancanza di risorse economiche sufficienti per pagare le tasse scolastiche: molti di loro sono capofamiglia e devono badare ai familiari a carico, mentre tanti altri sono sieropositivi e capita spesso che utilizzino il denaro per le cure, o che non abbiano energie sufficienti per recarsi a scuola. 

Tra le attività extra-curricolari ci sono calcio, attività artigianali di gruppo, canto in coro, gruppi ecclesiastici, e giovani gruppi musicali, teatrali e di ballo. La maggior parte di queste attività sono autogestite, con la sporadica supervisione da parte delle ONG locali e di COFTONE. Nella comunità di Kiwangala esiste anche un’associazione di genitori-insegnanti chiamata COFTONE Guardian’s Network(COGUNE), anch’essa autogestita, ma da genitori e insegnanti. 

Salute e servizi sanitari

I principali problemi di salute nella comunità sono costituiti da malaria, HIV/AIDS e altre malattie comuni. I casi di malaria raggiungono l’apice durante la stagione delle piogge, e le misure preventive diventano indispensabili per la protezione contro le zanzare. Ci sono cinque medici specialisti disponibili 24 ore su 24 e un ambulatorio medico gratuito; ad essi si rivolgono principalmente i salariati a basso reddito e i contadini (85%), mentre la restante parte della comunità si rivolge a medici privati di Masaka o Kampala. Il ministro della salute ha inoltre avviato un’alleanza con le ONG per offrire una formazione qualificata agli assistenti ai parti naturali.