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FestAmbiente Mediterraneo…Tulime c’è!

Quest’anno Tulime parteciperà all’iniziativa “FestAmbiente Mediterraneo” a Palermo, un Eco Festival Nazionale che si svolgerà dal 17 al 20 Dicembre 2015 presso i Cantieri Culturali della Zisa e aperto al […]

Quest’anno Tulime parteciperà all’iniziativa “FestAmbiente Mediterraneo” a Palermo, un Eco Festival Nazionale che si svolgerà dal 17 al 20 Dicembre 2015 presso i Cantieri Culturali della Zisa e aperto al pubblico dalle 10.00 alle 24:00 . La prima edizione punterà ad elaborare una politica comune non solo sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici, ma anche nei settori della pesca e dell’agricoltura, nonché sulla tutela del mare dal rischio d’inquinamento petrolifero. Un appuntamento di riflessione, impegno ma anche di divertimento.
E proprio al grido di “Tulime”: coltiviamo! congiuntivo esortativo in lingua swahili, l’associazione sarà presente nella sezione dedicata alle associazioni e agli artigiani, con i prodotti artigianali dei progetti Mani d’Africa (attivo in Tanzania) e Mani d’Asia (attivo in Nepal). Sarà possibile infatti, fare delle piccole donazioni acquistando stoffe e prodotti di vario genere quali abbigliamento e arredamento adatti ad adulti e bambini, lavorati in Tanzania e in Nepal all’interno di una rete commerciale sostenibile ed equa, fatta di saperi, esperienze, contatti, relazioni, in un’economia rispettosa della cultura e dei valori locali. Invitiamo poi il pubblico dei più piccoli a partecipare ai laboratori che Tulime terrà nello spazio delle botteghe. Si tratta di laboratori creativi con stoffe africane e materiali di riciclo. I laboratori, attivi tutti i giorni della festa dalle 17 alle 19 sono aperti a bambini in età compresa tra 4 e 10 anni con un contributo di 2,50€ da parte dei partecipanti. Per info e prenotazioni chiamare lo 091.217612 (dalle 9 alle 13) e nei giorni della festa il 392.9668807.

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Al Vivaio Ibervillea per la Festa d’autunno con Tulime Onlus

Locandina_autunno_MINI (1) Domenica 8 novembre dalle 10,30 alle 15,00 saremo presenti alla Festa d’Autunno organizzata a Palermo dal Vivaio Ibervillea. Durante la manifestazione proporremo un laboratorio per bambini di riciclo […]

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Locandina_autunno_MINI (1)
Domenica 8 novembre dalle 10,30 alle 15,00 saremo presenti alla Festa d’Autunno organizzata a Palermo dal Vivaio Ibervillea. Durante la manifestazione proporremo un laboratorio per bambini di riciclo tessile e metteremo in vendita “l’outlet” dei nostri prodotti Mani d’Africa. Vi aspettiamo numerosi!!!

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Tulime inaugura la nuova sede degli uffici…veniteci a trovare!

L’associazione di cooperanti Tulime Onlus inaugura la nuova sede degli uffici a Palermo. Il piccolo evento di presentazione si terrà venerdì 30 ottobre dalle 18.00 in poi, in viale Regione […]

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L’associazione di cooperanti Tulime Onlus inaugura la nuova sede degli uffici a Palermo. Il piccolo evento di presentazione si terrà venerdì 30 ottobre dalle 18.00 in poi, in viale Regione Siciliana 2156 (Codice citofono 1047).
Chi desidera venire a trovarci avrà la possibilità di raggiungere più facilmente la nostra sede visto che ci troviamo sull’asse della circonvallazione di Palermo ad angolo con via E. Di Blasi. Sarà anche l’occasione per avere informazioni sulle nostre attività, acquistare un prodotto del progetto Mani d’Africa, stabilire un contatto con l’associazione godendo di un panorama mozzafiato sulla città.
In occasione dell’inaugurazione verrà offerto un aperitivo dai soci di Tulime accompagnato dai vini dell’Azienda Agricola Todaro

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Un seme di speranza per il Nepal: il racconto

Carissimi donatori e soci di Tulime Onlus, Grazie al sostegno di tutti voi, abbiamo potuto dare seguito ai primi interventi rivolti alle comunità nepalesi con cui cooperiamo in Nepal (Chhaling […]

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Carissimi donatori e soci di Tulime Onlus,
Grazie al sostegno di tutti voi, abbiamo potuto dare seguito ai primi interventi rivolti alle comunità nepalesi con cui cooperiamo in Nepal (Chhaling e Bhaktapur), colpite dal terremoto del 25 aprile e del 12 maggio. Vi abbiamo già aggiornato sulla fornitura di coperture per realizzare rifugi temporanei per la stagione dei monsoni, di materiale scolastico e riso.
Grazie alla presenza dei nostri volontari Alessio Scalisi e Filipa Grilo e alla collaborazione attiva con i nostri referenti nepalesi, abbiamo potuto valutare a cosa finalizzare una seconda parte delle donazioni ricevute, procedere agli acquisti in loco dei semi e consegnarli agli abitanti di Chhaling.

Alessio e Filipa raccontano così quei giorni :
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Cari amici, la due giorni di consegna semi per il progetto ‘Seeds of Hope’ è riuscita alla perfezione. Grazie a tutti i nostri piccoli e grandi donatori siamo riusciti a donare 117 kit ‘Seeds of Hope’ agli agricoltori di Chhaling. Tra questi contadini, 20 sono genitori degli studenti della scuola Shree Gyan Jyoti. Questo perché vogliamo seminare nuove idee e speranze che ci permetteranno di coniugare l’agricoltura (maggiore fonte di reddito nei villaggi nepalesi) e l’educazione delle nuove.
generazioni di questo paese meraviglioso.
Il kit che ci avete aiutato a donare conteneva semi di carote, broccoli, spinaci, fagioli, cavolfiori, melanzane, ravanelli, daikon (ravanello), cipolle, pomodori, cetrioli e piselli. Oltre ai semi il kit includeva una rivista nepalese di agricoltura, che attraverso parole semplici descrive idee innovative per lo sviluppo di pratiche sostenibili nelle aree rurali nepalesi.
Il momento della consegna è stato davvero toccante e niente ci farà dimenticare i ringraziamenti che abbiamo ricevuto e il pianto di felicità di alcune persone.
Vogliamo ancora una volta ringraziare i nostri fantastici donatori e l’ONG nepalese partner ‘Sungava’ che ci ha supportato per la scelta degli agricoltori e per la consegna dei semi.
Vi mandiamo un grande abbraccio!
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Continuate a sostenerci, raccontando dei progetti e delle iniziative di Tulime Onlus ad amici, familiari, colleghi e condividendo con i vostri contatti questa notizia.
Scaricate da qui.pdf (134 download ) la scheda che mostra come le donazioni sono state utilizzate.

Se volete essere aggiornati sulle iniziative di Tulime Onlus, potete inviare un’email all’indirizzo info@tulime.it o iscrivervi dal sito alla nostra newsletter.

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Campo e controcampo: XI Miting Nazionale di Tulime Onlus nell’antico borgo di Ficuzza

Dal 2 al 4 Ottobre Tulime Onlus invita tutti a Ficuzza, nel cuore della Sicilia, per l’XI MITIng Nazionale. Si chiama MiTING non per un errore di battitura: in kiswahili […]

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Dal 2 al 4 Ottobre Tulime Onlus invita tutti a Ficuzza, nel cuore della Sicilia, per l’XI MITIng Nazionale. Si chiama MiTING non per un errore di battitura: in kiswahili la parola “MITI” significa “alberi” e, dato che Tulime ha iniziato la sua attività coltivando alberi nei villaggi della Tanzania, l’assonanza con la parola Meeting è venuta naturale.

Campo e Controcampo è il tema scelto per l’undicesimo Meeting Nazionale dell’Associazione di Cooperanti Tulime Onlus.

Una contrapposizione intesa non in termini problematici, bensì come modalità per raggiungere scelte e strategie, come risorsa dalla quale trarre energie positive ed inevitabile condizione all’interno della quale le ONG del terzo millennio si trovano a promuovere la propria azione.

Incontri e confronti, dialoghi e dibattiti, interventi ed approfondimenti, ma anche momenti conviviali di riposo e divertimento per conoscere i risultati di un anno di lavoro e per capire in che modo Tulime interpreta il proprio ruolo nel mondo della cooperazione internazionale.

Il MIting è un momento in cui ci si incontra, ci si mette in discussione, si propone e si fanno bilanci, insomma un’occasione imperdibile, per chi l’ha già vissuto e per chi deciderà di iniziare da adesso.

Il programma (144 download ) è, come ogni anno, ricco di contributi e attività, ma non mancheranno anche momenti di condivisione e convivialità, come le serate di venerdì con la cena sociale all’agriturismo Antica Stazione di Ficuzza e l’appuntamento immancabile del “Potlach” il sabato sera, che ad ogni meeting ci piace riproporre: un’occasione per raccontarsi e raccontare un affetto, un ricordo, un’esperienza tramite lo scambio, tra i partecipanti, di prodotti culinari delle rispettive regioni di appartenenza il tutto accompagnato da un momento musicale.

Durante il MIting potranno essere acquistati i prodotti di Mani d’Africa della nuova collezione e saranno esposti i disegni realizzati dopo il terremoto che ha colpito il Nepal il 25 aprile 2015 dai giovani studenti della scuola Gyan Jyoti di Chhaling, costruita nel 2012 da Tulime Onlus.

Possono prendere parte al MITIng i soci, i volontari e i cooperanti dell’associazione, ma anche semplici curiosi o desiderosi di conoscere Tulime e i suoi progetti in Italia, Nepal e in Tanzania. Sarà possibile durante l’evento, ottenere la tessera associativa per il nuovo anno.

Location

Il XI MIting si svolgerà presso la Riserva Naturale del Bosco di Ficuzza, ad una cinquantina di km da Palermo ed in particolare, grazie alla concessione di alcuni spazi da parte del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale, sarà a disposizione l’Aula Saccaro, una sala conferenza nel suggestivo Borgo di Ficuzza.

Come raggiungerci

da Palermo: imboccate la strada a scorrimento veloce per Agrigento fino allo svincolo di Bolognetta, dirigetevi verso Marineo (s.s. 118) e seguite le indicazioni verso Corleone, fino a trovare l’indicazione per Ficuzza.

da Agrigento: percorrere lo scorrimento veloce Agrigento-Palermo fino allo svincolo per Villafrati. Dal bivio Villafrati imboccate la provinciale per Godrano, attraversate il paese e seguite le indicazioni per Ficuzza.

da Trapani: percorrete l’autostrada A29 Trapani-Palermo fino allo svincolo di Partinico. Da Partinico seguite la Provinciale 4 per San Giuseppe Jato e poi sulla strada Provinciale 2 per Corleone, da dove proseguite per Marineo fino a trovare l’indicazione per Ficuzza.

Per info e prenotazioni e per chiunque dovesse avere necessità di un supporto negli spostamenti può mettersi in contatto con la segreteria tramite il numero telefonico 091.217612 (dal lun al ven dalle 9 alle 13) o tramite la mail info@tulime.org.

Vi aspettiamo tutti!

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Due occasioni per volontari SVE di 12 mesi a Budapest

Tulime Onlus è alla ricerca di due volontari per i seguenti progetti di Servizio Volontario Europeo in Ungheria: – SVE di lunga durata (12 mesi) con partenza a Febbraio 2016 […]

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Tulime Onlus è alla ricerca di due volontari per i seguenti progetti di Servizio Volontario Europeo in Ungheria:

– SVE di lunga durata (12 mesi) con partenza a Febbraio 2016
– SVE di lunga durata (12 mesi) con partenza a Maggio 2016

Si tratta di due progetti promossi dall’ associazione ungherese Messzelátó Egyesüle con la quale Tulime Onlus ha già accordi di partenariato attivi. Messzelátó è impegnata nell’ambito delle attività giovanili, dell’ecologia e della sostenibilità ambientale. I volontari saranno parte integrante dello svolgimento delle attività dell’associazione, dell’organizzazione di workshop, della gestione della comunicazione. Per una descrizione dettagliata delle attività dell’associazione e delle attività SVE proposte vi invitiamo ad utilizzare il seguente link:

http://messzelato.hu/en/EVS_2016_at_Messzelato

Al fine di avanzare la propria candidatura vi invitiamo a contattare l’organizzazione di invio Tulime Onlus tramite:
info@tulime.org (mail associativa)
cell. 3294225722 (contatto Responsabile Ufficio SVE)
La scadenza per avanzare la propria candidatura all’associazione ungherese è il 4 settembre 2015.

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Due occasioni per volontari italiani SVE di 12 mesi in Lettonia

Tulime Onlus è alla ricerca di due volontari italiani che vogliano vivere l’esperienza del Servizio Volontario Europeo di lunga durata (12 mesi) in Lettonia presso l’associazione ERFOLG. Le date di […]

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Tulime Onlus è alla ricerca di due volontari italiani che vogliano vivere l’esperienza del Servizio Volontario Europeo di lunga durata (12 mesi) in Lettonia presso l’associazione ERFOLG. Le date di inizio e conclusione delle attività progettuali e tutte le informazioni sono contenute nel documento che scarichi da ERFOLG-2.pdf (157 download )

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Seeds of Hope – Dai una Mano a Seminare in Nepal

seeds of hope
Il Nepal è un paese povero dell’Asia del sud dove l’agricoltura è il più grande settore economico, contribuendo per il 35 % del PIL, impiegando i due terzi della popolazione totale. Il Nepal ha concluso una lunga guerra civile nel 2006 grazie ad un ‘accordo globale di pace’. La povertà si è diffusa nel paese ed ha portato verso una carenza di nutrienti in particolare nella dieta di bambini e donne e ha causato l’emigrazione di molti uomini. Calamità naturali gravi come siccità e inondazioni sono eventi annuali che causano enormi danni alla produzione agricola e alla sicurezza alimentare. Quest’anno ci sono stati due grandi terremoti il 25 aprile e il 12 maggio, contribuendo alla perdita di cibo in stoccaggio e di semi, inficiando ancora di più la sicurezza alimentare.
Tulime ha avviato un intervento di emergenza e post-emergenza nei wards 1, 2, 3 e 4 della municipalità di Changunarayan (ex-Chhaling), dando priorità alle esigenze degli studenti per garantire una buona qualità per l’avvio della scuola. I quattro wards si trovano in una zona collinare nel distretto di Bhaktapur, uno dei più colpiti dal terremoto e qui l’agricoltura è la maggiore fonte di reddito.
La maggior parte degli agricoltori nelle colline del Nepal usano varietà vegetali locali che ottengono dal proprio stoccaggio o dallo scambio di sementi con altri agricoltori, e molte delle attività svolte in agricoltura sono possibili solo durante il monsone, per tre o quattro mesi all’anno. I due grandi terremoti che hanno colpito il paese ad Aprile e Maggio, hanno causato la perdita di molte case e capanni di stoccaggio. Ciò significa che molte persone non hanno perso solo il cibo per i prossimi mesi, ma anche i semi per i prossimi anni.
La maggior parte del reddito di una famiglia è usato per il cibo meno piantato nelle colline, come ortaggi e frutta. Nelle ultime settimane molte delle risorse dei contadini dei quattro wards sono state utilizzate per costruire ripari, creando una situazione molto insicura per l’acquisto di beni alimentari nei prossimi mesi.
Gli agricoltori quando affrontano situazioni di stress scelgono come soluzioni il prestito di denaro, la riduzione delle spese alimentari, la vendita di beni, di fare lasciare la scuola ai propri figli e/o mandarli da qualche parente. Nella situazione attuale, a causa del terremoto, alcune delle opzioni come il prestito di denaro o la vendita di beni sono molto limitate. Per questo motivo Tulime è molto preoccupata con le altre opzioni lasciate agli agricoltori. Non vogliamo che le scuole perdano gli studenti iscritti e vogliamo garantire un cibo sano per i mesi futuri!
Tutti noi meritiamo una vita dignitosa. Ancor più lo meritano coloro che tanto hanno lottato per avere finalmente una casa e in meno di un minuto hanno visto tutto ridotto a un cumulo di macerie. Così, crediamo fortemente che la distribuzione di semi sia l’opzione migliore per garantire il prossimo piano d’azione di supporto alla comunità dei quattro wards! Per chi opera in agricoltura questo non significa solo ‘cibo’, ma anche: lavoro, dignità e futuro. In questa campagna ci siamo concentrati sui semi di ortaggi che saranno seminati nel mese di Settembre. Nella confezione da distribuire a ogni famiglia, saranno inclusi semi di cinque diversi ortaggi (pomodoro, cavolfiore, zucchina, melanzana e cetriolo). Ecco perché chiediamo ad alta voce a tutti ‘Dai una mano a seminare in Nepal’! In questo modo non ci limitiamo ad aiutare il lavoro e il mantenimento dell’economia ma potrà anche essere l’occasione per introdurre una maggiore varietà di ortaggi (che tradotti significano vitamine e nutrienti per la dieta) alla gente che vive nella comunità con cui collaboriamo.

ENGLISH VERSION

Seeds of Hope – Give a Hand to Sow in Nepal

Nepal is a poor country in south Asia where agriculture is the largest economic sector, contributing to 35 % of GDP and employing two thirds of the total population. Nepal ended a long civil war by a ‘Comprehensive peace accord’ in 2006. Poverty was spread out in the country leading to nutrient deficiency, particularly on children and women, and to emigration of men. Natural calamities such as severe droughts or floods are annual events aggravating agriculture production and food security. This year there were two big earthquakes in April 25 and May 12, contributing to the lost of stored food and seeds and affecting even more food security.
Tulime is starting an emergency and post-emergency action in the wards 1, 2, 3 and 4 of Changuanarayan municipality (ex-Chhaling), Bhaktapur district, giving priority to the needs of students and ensuring a good quality for their school beginning. The four wards are located in a hill area in Bhaktapur district, one of the most affected by the earthquakes and for most of the population agriculture is the only source of income.
Most of the farmers in the hills of Nepal use plant local varieties that they get from their own stock from previous season or seed exchange with other farmers and most of the agriculture activity is possible only during the monsoon for three or four months a year. The two big earthquakes, which occurred in April and May, meant the lost of many homes and storage infrastructures. This implies that many Nepalese people lost not just the food for the next months but also the seeds for the next years.
Most of the income in a family is used for buying food which is not found in the hills such as fruits and vegetables. In this moment the farmers of the area are using a lot of resources to build shelters, creating a very insecure situation for the next months in case they will have to purchase food goods. When farmers in Nepal face stress situations choose to borrow money as first solution, then they reduce the food expenses, selling assets, drop children from school or send them to some relative. In the actual situation, due to the earthquake, some options like borrowing money or selling assets is very limited. Tulime is very worried with the other options left for the farmers. We don’t want the schools to reduce the number of registered students and we want to guarantee a healthy food for the future months.
We all deserve to live with dignity. Mostly those who struggled so much to finally have a home and in less than a minute saw everything being reduced to a pile of rocks and wood. In this way we strongly believe that seed distribution is the best choice for the next plan of action! For those who work in agriculture receiving seeds does not just mean ‘food’, but also: work, dignity and future. In this campaign we focused in vegetables seeds that will be sown in September or before. In the pack to be distributed to each family, seeds of five different vegetables will be included. That’s why we want you to ‘Give a Hand to Sow in Nepal’! In this way we do not just contribute for the work and economy maintenance but we can also give an opportunity to introduce a bigger variety of vegetables, that mean nutrients and vitamins to the people living in the community we collaborate with.

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Emergenza Nepal – Attivazione Raccolta Fondi

Cari soci, amici e simpatizzanti di Tulime Onlus, in tanti ci avete contattato dal giorno in cui è iniziato il terremoto in Nepal. Un sabato nero, quel 25 aprile che […]

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Cari soci, amici e simpatizzanti di Tulime Onlus, in tanti ci avete contattato dal giorno in cui è iniziato il terremoto in Nepal. Un sabato nero, quel 25 aprile che difficilmente potremo dimenticare. Ancora oggi la terra non ha smesso di tremare e questa volta senza fare “disparità” : trema nelle città della Valle di Kathmandu come nei villaggi remoti ad est, ad ovest, a nord della Valle.
Grazie alla presenza in Nepal dei nostri volontari Alessio e Filipa e del nostro amico Gabriele, siamo consapevoli di quanto e come il disastro abbia coinvolto la capitale e i distretti rurali del Nepal. Soltanto nelle ultime ore gli aiuti internazionali stanno raggiungendo alcune delle aree sinora dimenticate dai media internazionali.
Nel 2009 Tulime Onlus ha intrapreso la cooperazione in Nepal con Chhaling, un villaggio nel distretto di Bhaktapur, città imperiale patrimonio dell’Unesco, seconda per numero di morti a causa del terremoto nella Valle di Kathmandu.
Nessuno di noi avrebbe potuto immaginare che un giorno le famiglie di Chhaling avrebbero dovuto affrontare un tale disastro. Chhaling per noi rimane il villaggio agricolo, povero ma pieno di sorrisi, dove proprio due anni fa, il 27 e il 28 aprile, eravamo a festeggiare l’inaugurazione della Shree Gyan Joyti Lower secondary school. Tutto questo è stato possibile grazie al nostro impegno, ma soprattutto al sostegno di molti di voi (http://www.tulime.org/2013/04/29/nepal-inaugurata-la-scuola-di-chhaling/).
Siamo qui oggi a scrivervi per rispondere alle tante sollecitazioni “dal basso” che ci arrivano dalle sedi operative, dai gruppi di volontari e dai simpatizzanti di Tulime Onlus in Italia; grazie alle notizie che abbiamo dalla nostra missione appena avviata in Nepal, siamo sollecitati e supportati nella decisione di dare il via ad una raccolta fondi dedicata a sostenere le necessità della comunità di Chhaling/Bhaktapur.
Nei prossimi giorni e settimane Vi terremo informati sulle conseguenze del terremoto sulle famiglie del nostro Villaggio e sui principali fabbisogni che man mano emergeranno dagli incontri con la comunità locale.
Vi chiediamo quindi di continuare a raccontare ad amici, parenti, conoscenti, colleghi la storia di Tulime in Nepal. Vi aiuteremo a farlo condividendo i report dei nostri volontari in missione.
Nelle prossime ore renderemo disponibile una semplice locandina (anche in formato elettronico) che potrete diffondere tra i vostri contatti, appendere nei vostri uffici, negozi di fiducia, palestre…confidiamo nella vostra inventiva!
Ora, più che in altre occasioni, aiutateci a coltivare in Nepal.
Anche voi potete essere piccoli ricostruttori del futuro di questo splendido Paese.
Grazie davvero per il sostegno.

Modalità per la donazione
CC Nepal c/o Banca Toniolo IBAN IT24 L089 5204 6000 0000 0182 070
SWIFT/BIC code ICRAITRRQG0 (l’ultimo carattere è uno zero)
Pay pal all’indirizzo: donazioni@tulime.org

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Emergenza Nepal – secondo report da Lapshishour, un piccolo villaggio nelle campagne di Ghorka

Tramite GAEA (www.gaealliance.org)

Ci scrive Gabriele (nostro ex volontario in Tanzania).
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26-04 -2015. L’ultima scossa verso mezzogiorno, subito dopo ci siamo messi in moto per andare al villaggio. Lungo la strada attraversiamo centri abitatiche sembrano fantasma, tutte le case sono chiuse, le saracinesche abbassate. Lontano dagli edifici la gente è sdraiata per strada,protetti solo da tendoni impprovvisati. La paura di rietrarenelle case è troppo forte, ormai da ieri si vive per strada. La prima scossa è stata troppo forte e il suo ricordo è ancora fresco. Lasciamo la Prihviti highway che collega Kathmandu e Pokhara e ci addentriamo nel distretto di Ghorka. Più ci inoltiramo e più sono evidenti i danni causati dal tremore. Una decina di kilometri prima della città di Ghorka, deviamo sulla sinistra e ci immettiamo su una strada sterrata, continuiamo per una buona mezzora finchè Tikaram mi dice di accostare e fermarmi propio accanto ad una stalla di cui resta solo il tetto, mezzo tetto. Parcheggiamo la moto e cominciamo a camminare. Siamo appena arrivati nel VDC (Village Development Committee) di Mirkot. Attraversiamo il fiumiciattolo che costeggia il villaggio, e poi cominciamo a salire verso delle case che si vedono in cima alla collina. Tikaram indica un piccolo bosco che costeggia il cammino e mi dice, “Eh Arjun, you see this forest? Ten years ago there was no forest”.Incuriosito gli chiedo il perchè, lui mi spiega che molta gente è andata via preferendola città, l’India o il Terai (la zona pianeggiante del Nepal).

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Il percorso continua a inerpicarsi su per la collina, il bosco lascia posto alle terrazze in cui il riso e il mais è stato piantato da pochi giorni. Il cammino ci porta di fronte a due case che appartengono al villaggio di Lapshishour, i suoi abitanti stanno fuori, fissano le case e hanno gli sguardi un po’ persi, c’è molto caldo a questora. Entrambi gli edifici sono evidentemente danneggiati, ma stanno ancora in piedi.I tetti in alluminio sono ancora al loro posto, gli spessi muri in pietra, legati con cemento e terra, e ricoperti da terra rossa sono evidentemente crepati. Chiedo se è possibile entrare per dare un’occhiata. Una piccola scaletta di legno porta al balconcino del primo piano, il pavimento è cosparso di pietre e calcinacci, un grosso foro alto circa un metro e largo un paio permette alla luce di entrare nelle stanze che fino ad allora erano servite come camere da letto e deposito viveri. L’edificio, che da fuori sembrava appena danneggiato, è internamente devastato, i muri interni sono collassati, dei letti si vedono appena i cuscini, i 6 quintali di riso e i 3 quintali di mais, sono sotterrati da grosse pietre, polvere e calcinacci. La situazione è simile nell’edificio adiacente. Nel secondo edificio la porta del deposito non si può neanche aprire. Il prossimo raccolto sarà tra quasi tre mesi. Bisogna cominciare a scendere a valle prima che si faccia buio. Mentre camminiamo con Tikaram discutiamo le sorti del piccolo villaggio di appena 100 anime, secondo lui questo terremoto segna la fine di questa piccola comunità agricola. Al villaggio giù a valle gli abitanti ci invitato a bere un the e ci raccontano la violenza del terremoto.
Io ero in azienda quando la prima scossa fortissima ha fatto trasbordare l’acqua dalla gebbia accanto alla quale stavamo lavorando. Doveva essere quasi un giorno di festa, infatti stavamno dissotterrando i corni di bovini con dentro il preparato BD 500, un tesoro grandissimo per chi fa agricoltura bio dinamica. Circa un’ora dopo un’altra scossa fortissima. La gente a questo puntoera ancora più spaventata.Il nostro vicino, Gimre, che era venuto a darci una mano è sobalzato e con un salto si è allontanato il più possibile dalla gebbia aggrappandosi con forza al mio braccio. Ancora non ci eravamo bene resi conto della gravità della situazione. L’azienda è situata ad appena 40 km dall’epicentro del terremoto. Subito dopo pranzo le prime notizie sono arrivate, ho contatto unamico che stava viaggiando verso Kathmandu, mi raccontava una città mezza distrutta e nel caos. Le scosse hanno continuato più leggere durante la notte. La mattina del giorno seguente, puntuali come ogni giorno, i lavoratori sono venuti in azienda alle 5.45, il lavoro inizia alle 6. Hanno raccontantato che hanno passato la notte in bianco. Alle 10 dopo il daal baat tarkari quotidiano (lenticchie, riso e ortaggi) tutti sono rientrati a casa per occuparsi dei loro averi e delle proprie famiglie. Sistemare le cose in vista di altre scosse, portare le cucina a gas fuori, mettere al sicuro il raccolto, e preparare le tende dove passare la notte. Tikaram, il manager dell’azienda,era appena riuscito a mettersi in contatto con la madre che vive in un villaggio a una ventina di km dall’epicentro. La sua casa è inagibile. Ho Proposto a Tikaram di prendere la moto e andare a fare una visita al villaggio, era quasi mezzogiorno.
Come il villaggio di Lapshishour ce ne sono centinaia in Nepal e nella zona interessata dal terremoto. Adesso tutta l’attenzione è rivolta verso Kathmandu e i grandi centri abitati trascurando le campagne e i suoi abitanti. La stagione delle pioggie è imminente e il tempo per la ricostruzione probabilmente non sarà sufficente. Che ne sarà di tutti i piccoli agricoltori e delle loro famiglie che vivono in zone remote e che per la loro sussistenza contano quasi interamente sui proprio raccolti e le proprie energie?
A voice from the epicenter of rural Nepal
26-04 -2015.The last strong tremor was around mid day and right after we took the motorbike to go to the village. Along the road we come across several villages. The houses are all closed and shops’ shutters drawn are down like in a ghost village. Far from the buildings people is sitting on the road with meager protection from only improvised tents. People are too afraid to go back inside the houses, still fear too high, since yesterday people living on the road or the fields next to their homes. The power of the earthquake’s first tremor is still fresh in people’s minds. Veering off the Priviti highway, the road connecting Kathmandu and Pokhara, we enter Ghorka‘s district. The further we travel, the more the damage from the earthquake became evident. Ten kilometers before Ghorka city we take left onto a gravel road. About half an hour later Tikaram tells me to pull over and stop. We are in front of a stable of which only half a roof remains from its previous structure. We park the motorbike and start walking; we are now in Mirkot’s VDC (Village Development Committee). We cross the little creek that runs alongside the village and then we follow the path uphill. Suddenly, Tikaram points to a little forest which borders the path and tells me “Eh Arjun, you see this forest? Ten years ago there was no forest”. Puzzled, I wonder why and he explains that a lot of people left the village since they prefer to live in the city, in India or the in the Terai (Nepal’s lowland plains). The path continues uphill and the forest gives way to a landscape of hillsideterraces, recently planted with rice and corn. At some point the path led us in front of two houses belonging to the village of Lapshishour. The inhabitants of the two houses are sitting in front them and are staring blankly at their houses; it is very hot at that time. Both houses are evidently damaged, but still standing. The metal roofs are intact but the thick stone walls, bonded with cement and soil and covered with red colored soil are cracked. I ask if it would be possible to go inside the buildings to have a look. A tiny wooden staircase brings me up to a small balcony on the first floor. The floor is full of stones, dust and plaster flakes. A big hole, one meter high and almost two meters wide, allows the light to enter the rooms which, until then, had been used as bedrooms and storage rooms. From outside the buildings were almost looking good, inside they are devastated. The inner walls had collapsed; the beds are covered in debris under which corners of the bed frame can be seen. Six quintals of rice and three quintals of maize are entirely covered by dust and big stones. The conditions are similar in the adjacent building, just that there not even the door of the bedroom and storage room can be opened. The next harvest is going to be in almost three months. We have to return to the valley before it gets dark. While we are walking with Tikaram we discuss the fate of the little village and its 100 residents. He thinks the earthquake marks the end of this community. At the village down at the valley the people invite us to drink tea and they tell us how violent the first tremor was.
I was at the farm when the first earthquake made of tipped over the water from the tank next to which we were working. It was supposed to be ahappy day; we were harvesting cow horns with inside the BD500 preparation, a treasure for those who practice biodynamic farming. About one hour after there was a second very strong earthquake. Our neighbor Gimre, who came to help us that day, literally jumped as far as possible from the water tank and hold on my arm squeezing it strongly through the shaking. We still couldn’t realize how bad the situation was. Right after lunch we heard the first news. I contacted a friend who was travelling toward Kathmandu and he described a destroyed city in chaos.. Tremors continued throughout the night. The next morning, same as every other normal working day,the workers came punctually at 5.45, works begin at 6 o’clock. At 10 o’clock after the daily daal baat tarkari (lentils, rice and veggetables) the farm’s workers left to take care of their houses, belongings and families expecting returning earthquakes. Tikaram, the farm’s manager, was able to get in touch with his mother who lives in a village not far from the earthquake’s epicenter, about 20 km. Her house was partly destroyed. I proposed Tikaram to take the motorbike to pay a visit to his mother’s village, it was almost midday.
As Lapshishour village there are many in Nepal and in the area affected by the earthquake. Right now all the attention is turned toward Kathmandu and highly populated residential areas. Rural areas and its inhabitants are not considered much by media and those areas are remote and hard to reach. Time for reconstruction is likely to be long and the rainy season is forthcoming. What will be of small farmers and its inhabitants who live in remote areas whom for their subsistence rely almost fully on their own harvests and energies?

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