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Pre-mIting: una lettera/2

Carissimi amici e amiche di Tulime,

non voglio mancare l’occasione del meeting annuale per farmi vivo… in realtà il fatto che non mi si veda troppo presente nella ormai fitta rete comunicativa dell’associazione forse è proprio per il fatto che sono un po’ troppo vivo…ma se così non fosse, forse alla fine ci sarebbe poco da comunicare…

Vi scrivo queste righe dopo una giornata abbastanza intensa: oltre alla gestione quotidiana dei trasporti (il camion e i 2 trattori), della falegnameria (Alessandro ha raccolto e vi comunicherà le produzioni di questo 2008), degli asili (ormai diventati 4 con un totale che supera le 400 presenze), delle costruzioni (attualmente in cantiere e quasi completati: un secondo asilo per Lukani, uno per Mtitu, e due aule per la scuola elementare di Mawambala), del vivaio, della distribuzione dei fertilizzanti, vaccinazione dei polli, disinfestazione per le mucche e l’avvio delle attività di apicultura, abbiamo avuto, nel giro di 24 ore, quattro chiamate: tre dal dispensario di Pomerini ed una da quello di Ukumbi per portare urgentemente delle persone all’ospedale. Due viaggi li ha fatti Joseph (l’ultimo era per un bambino di 4 anni di Mtitu in gravissime condizioni per avere ingerito probabilmente delle sostanze velenose, mentre la nonna presso cui abitava era assente), i due viaggi notturni sono toccati a me: alle 8 di sera la chiamata per portare una giovane donna di Khiesa Mgagao che da alcune ore accusava fortissimi dolori addominali , e tornato a Pomerini, poco prima della mezzanotte sono stato richiamato all’una e mezza dal medico di Ukumbi per portare all’ospedale di Ipamba (a 60 km di sterrato) una donna che stentava a partorire perché il bambino era molto cresciuto. La poveretta, costretta nel sedile posteriore del pik up, affiancata da altre due donne si è lamentata per tutto il viaggio e proprio quando siamo arrivati davanti all’ospedale si è lasciata scappare una violenta vomitata sulla mia testa provvidenzialmente riparata dal poggiatesta !!!

Ritorno a Pomerini per le 5 del mattino e alle 8 già c’erano tutti gli altri impegni che aspettavano…e questo tutto per “colpa” vostra !!! Ma io vi ringrazio veramente di cuore per tutta la fiducia che mostrate nei miei confronti e nei confronti dei collaboratori di Ma.Wa.Ki dandoci la possibilità di trasformare in sevizi alle persone quanto voi vi impegnate a raccogliere con le più svariate e non sempre facili iniziative.

Spero che anche questo meeting sia una buona occasione per far crescere l’associazione, ma soprattutto per far crescere lo spirito di solidarietà e di servizio reciproco che dovrebbero caratterizzare le varie iniziative e attività.

L’associazione è evidente che sta crescendo ed è quindi doveroso aggiornarsi su questa crescita e sul modo di gestirla. Vedendo e vivendo le cose da qui mi sento di consigliare che le inevitabili e necessarie regolamentazioni che devono essere elaborate per il buon andamento dell’associazione possano altresì favorire il sorgere, la collaborazione e il sostegno di altre persone, istituzioni che pure non facendo parte dell’associazione coltivano quei valori di solidarietà e di servizio che sono la base, ma anche il frutto, del nostro lavoro in loco.

In questi ultimi due anni molte risorse dell’associazione sono state dirette verso la buona riuscita dei pacchetti del turismo consapevole, e, pur essendoci ancora delle questioni che vale la pena valutare con ponderazione (per es.: chi si sente di spendersi decisamente per questo, numero degli accompagnatori, permanenza a Pomerini, costi dell’alta stagione, ritorno economico) senz’altro dei buoni frutti si sono visti (il gemellaggio con Mtitu e poi con Mawambala); devo confessare però che rimpiango un po’ i campi di lavoro che si erano riusciti ad organizzare i primi anni, dove più di qualcuno di voi ha imparato a conoscere e ad amare questa gente proprio per avere avuto l’occasione di lavorare direttamente, gomito a gomito, camminando insieme e facendo strada sullo stesso trattore con questa gente. Il moltiplicarsi delle attività (una volta erano solo le piantine, ma adesso, per limitarsi alle attività finanziate da Tulime c’è anche la falegnameria, le api, i polli, i lavori di costruzione, e presto ci saranno anche le mucche, oltre al lavoro di sartoria e assistenza agli ammalati), i campi di intervento offerti ai volontari sono dei più vari e quindi penso che varrebbe la pena sottolineare questo tipo di esperienza.

L’esperienza di Alessandro, che ha optato decisamente per mettere le sue competenze a servizio della gente di qui lavorando direttamente con loro, dovrebbe essere valorizzata non solo come avventura solitaria da ammirare ma come uno stimolo, una pista aperta anche per altri che vogliano condividere le loro competenze in modo diretto e con maggior continuità. Altre Onlus italiane che operano in Tanzania sono riuscite ad organizzare la presenza di “caschi bianchi” o di volontari del servizio civile internazionale, ciò potrebbe essere una opportunità da valutare.

E visto che ormai ho scritto tanto aggiungo per ultimo il desiderio che nella valutazione dei progetti da sostenere nei vari villaggi si tenga conto della priorità trasversale, che diventa sempre più urgente (date le condizioni attuali del pik up, che non sono più quelle di tre anni e mezzo fa, e del moltiplicarsi degli spostamenti dovuti al moltiplicarsi dei villaggi in cui lavoriamo) di avere un buon mezzo destinato al trasporto degli ammalati.

Vi lascio ora alla continuazione del lavoro che vi aspetta e vi auguro che da buoni “coltivatori” attrezzati di pazienza e generosità possiate raccogliere buoni frutti.

Il Signore vi dia pace!

Con affetto

fra Paolo

da Pomerini il 19 novembre 2008

p.s. Quando ho terminato di scrivere queste note ho appreso che la donna di Kihesa con i dolori addominali adesso sta meglio, mentre Lovenesse il bambino di 4 anni è morto poche ore dopo il ricovero. Era uno dei bambini che aveva cominciato a frequentare l’asilo di Mtitu, ma la maestra la settimana scorsa gli aveva detto di restare a casa perchè presentava una forma di dermatite che avrebbe potuto contagiare gli altri. Rimanendo a casa incustodito ha incontrato la morte. Una notizia dolorosa che rivela come l’asilo, in queste condizioni, sia non solo un luogo di socializzazione e di istruzione ma anche un luogo che può salvare la vita.

Oggi domenica 23 devo aggiungere una buona notizia?!?! Il pik up di MAWAKI è stato trasformato per la seconda volta in sala parto, ma stavolta ho potuto sentire i primi vagiti e vedere una bella bambina venire alla luce (sì, eravamo all’alba: mi avevano chiamato alle cinque di mattina per andare in città ed ormai eravamo a poche centinaia di metri dall’ospedale quando la bambina, probabilmente sollecitata dalle buche, è sgusciata fuori… In meno di mezz’ora l’ostetrica che era con me, con movimenti più da contorsionista che da infermiera (lei sul sedile davanti e la donna sul sedile di dietro!), ha completato l’opera compresa l’iniezione per evitare infezioni. Siamo tornati subito dopo aver preso un tè ed essere passati al mercato per prendere un po’ di pesce gradito alla partoriente. L’ho lasciata a casa sua a Mtitu da dove era partita il giorno prima per venire al dispensario di Pomerini, dove ha passato tutto il giorno e la notte con molto vomito ma senza riuscire a partorire. Per ora è troppo presto per sapere il nome della bimba. E’ nata per la festa di Cristo Re, ma devo dirvi che quando ho visto appoggiare quel corpicino avvolto da una coperta sul sedile dell’autista perché quello era il posto più comodo…non ho potuto non pensare al Natale. Forse voi il Natale lo “dovete” ricordare per la tanta pubblicità, io lo ricordo per questi fatti, che però non sono solo miei…(Questo fatto reale potrebbe essere lo spunto per la realizzazione di un presepe attualizzato).

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Pre-mIting: una lettera/1

…non so proprio da dove, come cominciare, beh, il fatto che non sia lì di fronte a tutti voi di certo mi facilita la cosa ma l’idea che comunque voi possiate leggere queste parole mi spaventa, mi mette un po’ a disagio, un po’ in agitazione.

L’atmosfera in questa camera è un po’ africana grazie a MIRIAM..MIRIAM MAKEBA e questo facilita il mio viaggio mentale e la descrizione un po’ arrancata di questo viaggio.

Da dove comincio?

Beh, invece che in ordine cronologico farò un piccolo viaggio a ritroso partendo da…ORA…e come già vi ho detto..il dispiacere di non essere lì con voi, di non conoscervi uno ad uno è….GRANDE!

Facendo un piccolo passo indietro nel tempo fino a…ieri notte posso dirvi che l’aria che si respirava nella cameretta di Giovanna era un aria felice, serena, emozionata, ansiosa e tutto questo grazie e in previsione di questo incontro al quale però io non avrei partecipato ed è inutile dirvi quanto questo mi rattristiva.

Però se una parte di me era triste, l’altra sprizzava energia e continuava quel viaggio immaginario verso la terra rossa!

Non potete capire, o forse si visto che molti di voi avranno vissuto la sensazione che vado a descrivervi..dicevo che non riesco nemmeno io a quantificare il “desiderio” di guardare negli occhi gli “angioletti neri” (io li chiamo così quelle fantastiche creature!), di ascoltare i rumori della natura che più natura non si può, di assaporare il cibo “una volta sola”, di gustarmi l’ odore che quella terra rossa emanerà e di toccare con mano quella gente!

Ieri sera mi è stato detto che in Africa trovi la tua “vera essenza”, riesci a guardarti dentro e far emergere il tuo vero IO.

Cos’è l’Africa per me?

Beh! E’ tutto questo di cui vi ho parlato fin ora..sono supposizioni, immagini “immaginate”, foto rubate ai vostri viaggi ma in assoluto se mi si dice Africa la prima cosa che mi salta in mente è il sorriso bianco sul viso nero di uno di quegli angioletti e quei loro occhietti profondissimi che ti ci perdi dentro!

L’emozione sta prendendo il sopravvento e mi ha fatto perdere il filo del discorso, beh forse perché non c’era un filo bensì ho fatto un viaggio senza programmi, peccato che si trattava solo di un viaggio mentale.

Concludo con due semplici parole ma sono le prime in kiswhaili che ho imparato, più o meno un anno fa, quelle con cui Andrea mi ha calamitato verso di voi…ovvero

ASANTE SANA SPLENDIDI WASAFIRI!

…continuiamo a viaggiare e a coltivare!!!

Rosa

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6-7 dicembre: IV MiTING dei Villaggi e di Tulime

Sabato 6 e domenica 7 dicembre ci sarà il IV MiTING di Tulime e dei villaggi nel cuore del Parco Nazionale delle Madonie, località Polizzi Generosa (PA).Il IV MiTING di Tulime e dei villaggiSi chiama MiTING non per un errore di scrittura: in kiswahili la parola “MITI” significa alberi e, dato che Tulime ha iniziato la sua attività coltivando alberi nei villaggi della Tanzania, l’assonanza con la parola meeting è venuta naturale.

Prenderanno parte all’incontro gli animatori dei villaggi sparsi per tutta Italia, i ragazzi che hanno partecipato al viaggio consapevole dell’agosto scorso, e tutti gli amici dell’associazione. Verranno discussi e illustrati i nuovi progetti per l’anno 2009, ci sarà il tradizionale potlach, la proiezione di filmati e tante altre attività.

Il tutto nella splendida cornice del Parco Nazionale delle Madonie.

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Una giornata al mercato di St. Stephen

Tulime + UNGW“Mi scusi,dov è il banco dell’Africa?”domando Io.

“Accanto a quello Indonesiano!”esce la voce sotto la sciarpa di una donna.

“Si va bene… e quello Indonesiano?” chiedo ancora una volta,con tono più alto e mentre mi colpisce il fermacapelli indossato da quella donna probabilmente di Bali.

“Di fronte a quello Peruviano!”una ragazza grida.

“Sssi certo…e quello Peruviano?”mi cade l’ombrello,i pantaloni bagnatissimi e non ricordo più quello che devo fare.

“Vicino a quello Thailandese…!” mi risponde una signora dalla pelle grinzosa come quella di una corteccia di un albero, su cui mi diverto a pensare che sia originaria dell’isola di Phuket,perché è l unica isola che conosco di quel paese.

“VICTORIA,trovato!” un sorriso enorme si stampa sulla mia faccia. Victoria, una simpatica signora madrilena che ci accoglie insieme al resto della sua Associazione ”UNWG” e impegnata anche nei i progetti per TULIME, come la costruzione per le fontane e dei mulini a Pomerini .

Chiedo a Victoria e Daniela dei loro progetti in cui sono impegnate,mentre tutta la stanza prende la forma di una Zattera,un po per il cattivo tempo, un po perché tutto ciò che accade qui oggi è destinato al salvataggio di qualche paese. Compriamo dei pendenti viola, bellissimi, ma non dei pendenti qualunque, hanno richiesto tanto tempo, lo stesso che qualcuno pensa che ne derivi la creazione del mondo. Tra questi pensieri,molto profondi,perdo di vista le mie compagne, Flavia, Francesca e Elisa. L’ intuito mi dice che dove c’è cibo potrebbero esserci anche loro. Ho ragione,le vedo e le raggiungo . . . Conosciamo e stringiamo nuove mani che ci trasmettono parte di loro stesse,ma il contatto è totale e soprattutto quando ci invitano ad assaggiare Tortillas, Samusa, Chapati, alcuni cibi con aspetti pantagruelici,altri un po’ meno.

Mentre andiamo via e riapriamo gli ombrelli,una donna ci chiede “Scusatemi,dov’è il banco dell’Afrika?” e guardandoci,pensiamo a cosa le aspetterà e quante mani stringerà.

Si ringrazia l’associazione UNWG.

-Cinzia

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Passaggi di emozioni – Il bookcrossing di Sabina

Non è facile, specie di questi tempi, coinvolgere le persone in operazioni di solidarietà.Superficialità, mancanza di tempo che, da alleato che scandisce le nostre azioni, è sempre più spesso considerato un nemico contro cui lottare, crisi di tutti i generi che ci inducono a restringere i nostri orizzonti. E allora ci si spreme le meningi per cercare di creare momenti e luoghi di “incontro” fisici e concreti, da contrapporre ai tanti luoghi di “passaggio”, dove mettere la gente in condizione di praticare la solidarietà motivandone  e circostanziandone la scelta. E’ nata così l’idea di organizzare un incontro di bookcrossing per Tulime mettendo al centro dell’iniziativa il tema dello scambio. Non un tema casuale quello dello scambio,  ma un preciso richiamo a una pratica della condivisione di risorse e di saperi che per molti versi non ci appartiene più ma che è ancora viva nei contesti rurali dei villaggi africani supportati da Tulime dove la disponibilità alla condivisione fa si che lo spirito  della  comunità si mantenga sempre vivo e in grado di sostenere, seppure in carenza di mezzi materiali, anche i suoi membri più svantaggiati. Partendo da questa osservazione e di quanto abbiamo tutti da avvantaggiarci da una pratica della reciprocità, perché non provare a mettere in comune almeno le nostre letture? Scambio di libri, intersezione di vissuti, passaggio di emozioni. E’ quello che è avvenuto domenica 16 novembre al Parco Tomasi di Lampedusa dove una quarantina di persone hanno partecipato alla serata di bookcrossing per Tulime. Tanti libri, alcuni in ottimo stato e di recente pubblicazione altri rinvenuti da un coma profondo…ma tutti buoni per lo scopo prefissato di contribuire a fare camminare il messaggio associativo ,via vai di curiosi e clima rilassato. Grande attenzione per l’introduzione di Francesco che con la sua consueta contagiosa passione ha raccontato i progressi ,qui come in Africa,del lavoro dei volontari e degli amici africani e della relazione di biunivocità che ci lega reciprocamente. E poi tanti che si sono prestati a lasciarsi coinvolgere  accettando l’invito a dare qualcosa di se facendosi protagonisti del reading che ha animato la serata. Dai libri oggetto di scambio sono stati letti piccoli brani su argomenti vari e con registri diversi : la scuola , la xenofobia , la negazione dei diritti e della libertà, la solitudine, i pregiudizi… A fine serata  la raccolta di fondi a favore di Ukumbi che ha consentito di aggiungere un tassello  anche in termini di nuovi legami e sinergie  alla costruzione di quello che non è solo un sogno…- Sabina

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Benedetti asili…

Cari Amici è con grande gioia che vi annuncio che il giorno 21 novembre, sono stati benedetti i due asili di Lukani. Dati i rapporti di grande amicizia e simpatia che da sempre ci legano ai frati, non ha caso il villaggio di Napoli/Lukani e´ nato anche grazie al sostegno della comunità francescana di Napoli, ho approfittato della visita qui a Pomerini del servo generale dell’ordine dei frati minori rinnovati, Fra Pio, per far benedire i due asili che ad oggi abbiamo fatto costruire. La “cerimonia” è partita da quello sito nella zona di Mifugo, e che è in fase di ultimazione, in pratica manca d´essere solo pitturato; ad aspettarci lì abbiamo trovato il sindaco del villaggio, il catechista e tutta la squadra dei lavoratori che sono impegnati nella sua realizzazione. Subito dopo siamo scesi verso Lukani, e per la benedizione di quello già funzionante abbiamo trovato ad attenderci tutti i bambini dell’asilo, ad oggi sono iscritti in 148, le maestre, e il comitato di gestione dell’asilo. E´stato decisamente un momento emozionante, soprattutto per me, essendo così coinvolto nelle sorti di questo villaggio. Prima della benedizione vera e propria, siamo stati invitati ad essere spettatori dei canti e balli di benvenuto preparati dai bambini, per l’occasione tutti in rigorosa divisa scolastica, era una marea verde…terminati i canti e balli, c’è stato un breve discorso nel quale si sono alternati alla parola il sindaco, e i vari componenti del comitato di gestione dell’asilo, che non hanno mancato di ringraziare abbondantemente Tulime per il lavoro e il supporto fornito. Per rendere l´idea di quali possano essere stati i toni del discorso vi riporto le parole del sindaco: “Questo asilo, inaugurato in agosto, è funzionante dal 27 settembre sembra essere stato frutto di un miracolo…”.
Dopo i discorsi è stato il momento della festa, abbiamo portato succhi di frutta e biscotti per tutti i bambini che ovviamente hanno gradito e molto! Siamo stati poi invitati a pranzo, al termine del quale mi è parso doveroso ringraziare le persone del posto per la collaborazione, l´associazione Ma.wa.ki.Il nuovo asilo di Lukani per l’ottimo supporto e portare il saluto, ma soprattutto ringraziare i ragazzi di Napoli, che da tre anni ormai tengono così a cuore le sorti di questo piccolo, ma grande villaggio di Lukani. Chi mi conosce bene sa che non amo fare nomi o distinzioni nei ringraziamenti, tutti, credo, abbiano lo stesso merito, chi ha partecipato alle riunioni, alle serate pro Lukani anche solo con la presenza non ha meno meriti di chi invece ha provveduto con la propria generosità a sostenere il progetto, ma questa volta, e mi perdonerete, devo fare una eccezione. Permettetemi di dire ad alta voce grazie a Cinzia e Paolo, i quali hanno destinato una grossa somma, del loro regalo di nozze, per la realizzazione dell’asilo. Il loro gesto così concreto di solidarietà, pensato in una occasione così importante e gioiosa della loro vita credo meriti di essere sottolineato. Il loro gesto seppur così generoso da solo però non avrebbe potuto portare alla realizzazione di tre asili…ecco perché il mio grazie deve giungere forte anche a tutte le persone di Napoli che da tre anni mi aiutano nella raccolta dei fondi per i progetti di Lukani. Infine il mio grazie a Tulime, che rende possibile la trasformazione della generosità delle persone in opere concrete, l´associazione senza la quale io oggi nemmeno conoscerei la bellezza della gente che ogni giorno incontro nella mia vita qui sull’altopiano. Vi lascio con una menzione speciale per colui che dico sempre essere forse l’attrazione più grande e il motivo principale per cui venire a trovarci, Fra’ Paolo: il vero motore e promotore di ogni iniziativa, esempio tangibile di spiritualità nella vita di tutti i giorni, tutto fuorché solo parole….
Con Affetto, Alessandro

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Per non cominciare a dimenticare il CONGO…

Come si può dimenticare ora un evento che sta accadendo in questo istante? Si, è sempre la stessa storia… i media stanno ri-cominciando a dimenticare. I criteri della notiziabilità sono rigorosissimi e non guardano in faccia nessuno e nessun problema. I grandi problemi continuano a essere tanto silenziosi e immobili quanto sono grandi. Ma cos’è la notiziabilità? Non è forse dipendente da ciò che noi stessi cerchiamo in un giornale o in un tg? Possibile che abbia più spazio una notizia di gossip o una rubrica sulla cottura del pollo con le patate, piuttosto che la vita umana di migliaia di persone?

La tragedia che si sta consumando in Congo non la troviamo più nei quotidiani, eppure c’è… E’ vero: non vanno dimenticati eventi epocali, quelli del passato che fanno la storia. Ma non bisogna dimenticare quelli che accadono in questo istante, quelli che fanno parte della storia marginale, quella non scritta con cura ed attenzione.

Joseph Conrad, in un passo del famoso Cuore di tenebra, scrisse: “Questa immobilità non somigliava per niente alla pace. Era l’immobilità di una forza spietata che stava rimuginando un impenetrabile progetto. Ti guardava con aria ventidicativa”.

L’appello di Vita.it

Questo il testo integrale dell’appello con le prime adesioni:

All’attenzione di

José Manuel Barroso
Président de la Commission européenne
1049 Bruxelles, Belgique

Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma – Italy

Mario Mauro
Vicepresidente Parlamento Europeo
Via Traù, 2
20159 Milano

Lamberto Dini
Presidente
Commissione Affari esteri del Senato
Pza Madama, 2
00186 Roma

Stefano Stefani
Presidente
Commissione Affari Esteri della Camera
Pza Montecitorio
00186 Roma

La situazione sta drammaticamente precipitando nella Repubblica Democratica del Congo e la comunità internazionale sembra essere una volta di più impotente di fronte alle devastazioni perpetrate dagli opposti schieramenti. Testimonianze concordi raccolte sul campo segnalano la presenza di soldati regolari dell’Angola e dello Zimbabwe al fianco delle truppe governative nella regione orientale del Nord Kivu. Analoghe informazioni, provenienti dalla società civile, indicano la presenza di soldati ruandesi al fianco dei ribelli, che continuano inesorabilmente ad avanzare. Dunque non si tratta più di una “guerra civile” avendo ormai la crisi armata acquisito una dimensione panafricana; uno scenario che fa sembrare possibile una riedizione della seconda guerra congolese esplosa, dieci anni fa, il 2 agosto del 1998. Come hanno detto i vescovi cattolici congolesi è in atto un genocidio silenzioso, messo in atto con crudeltà inaudita. Secondo i presuli, la violenza fa parte di un piano di spartizione del Paese e delle sue straordinarie risorse minerarie.
Davanti a questa nuova guerra devastante non si può restare con le mani in mano, pensando che non ci riguardi.
Questa guerra ci riguarda, e ci riguarda molto da vicino, per tre buoni motivi.

1.In Congo ci sono decine di cooperatori, missionari e volontari italiani. Persone che hanno scelto un difficile e coraggioso percorso personale, nel segno della civiltà (cioè di quella civiltà di cui il mondo ricco spesso si fa vanto ma che così raramente mette in opera). Ci fossero delle forze armate di “pace”, ci sarebbe un’altra attenzione e ben altra “preoccupazione politica”. I cooperanti vanno ascoltati, aiutati nel loro lavoro, difesi e sostenuti perché sostenendo loro si sostengono prospettive di sviluppo equo per le popolazioni.

2.Da situazioni come quelle che sta vivendo il Congo si generano quei flussi migratori della disperazione che tanto vengono guardati con timore qui da noi. Non c’è bisogno di paternalismo ma semplicemente di un’intelligenza capace di guardare la realtà, per capire che nessuna frontiera può reggere l’urto di una disperazione senza soluzioni. Proprio quella che un intero popolo, quello del nord Kivu sta sperimentando in queste settimane.

3.Non possiamo negare che l’Africa sia quello che è stato il Medioriente nel secolo scorso. E’ il continente che custodisce enormi riserve di materie prime di cui il mondo ricco ha sempre più bisogno. Certamente, alla radice di questa guerra c’è proprio la questione del controllo di questo tesoro e le varie parti in gioco sembrano agire come longa manu di interessi lontani. Occidentali e orientali.

Per questo pensiamo sia scandaloso e inaccettabile restare in silenzio. Il disastro umanitario che si sta consumando in Congo ci riguarda. Il diritto ad esistere di quel popolo è una cosa che dipende anche dalla capacità di iniziativa politica e morale del nostro paese, della società civile e di chi sta al governo in Italia e in Europa. L’indifferenza non è ammessa. Perché è collusione.

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16 novembre/Palermo – Bookcrossing

Una casa di libri

Le grandi cose nascono da un gesto semplice. Scambiare un libro con qualcun altro è un gesto semplice. Il progetto di costruire un ricovero in un dispensario di un villaggio africano è una cosa grande.
Il 16 novembre alle ore 18, presso il Parco Culturale Tomasi di Lampedusa (Vicolo Neve all’Alloro 2/5) a Palermo, ci sarà un incontro di Bookcrossing per finanziare un progetto Tulime.

La formula è semplice: bisogna portare un libro già letto e scambiarlo con altri bookcrossers a fronte di una libera donazione per la costruzione di un ricovero nel dispensario del villaggio di Ukumbi, uno degli 8 villaggi adottati da Tulime.
Il corrispettivo delle donazioni per la costruzione del ricovero è:

  • 10 € per 100 mattoni;

  • 20 € per un letto o 4 sedie;

  • 30 € per una porta con gli infissi.

Nel corso dell’incontro verranno letti alcuni brani dei libri scambiati.
Da un gesto semplice può nascere una casa grande.

Una casa di libri

Una casa di libri

Info:

Associazione di cooperanti Tulime, via Salvatore Agnelli 5 – Palermo. Telefono 091.42.74.60, www.tulime.org, info@tulime.org

Parco Culturale Tomasi di Lampedusa
, vicolo della Neve all’Alloro, 2/5-Palermo (0916160796-www.parcotomasi.it).

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La regina vive: asante sana, Mama Afrika (Miriam Makeba)

La chiamano Mama Afrika, il suo nome completo è Zensile Makeba Qgwashu Nguvama Yiketheli Nxgowa Bantana Balomzi Xa Ufnu Ubajabulisa Ubaphekeli Mbiza Yotshwala Sithi Xa Saku Qgiba Ukutja Sithathe Izitsha Sizi Khabe Singama Lawu Singama Qgwashu Singama Nqamla Nqgithi (fonte: Time 29/02/1960). Per tutti MIRIAM MAKEBA. Una regina.

Stava cantando sul suo trono naturale, il palco. E, come una regina, stava lottando per combattere un’ingiustizia della nostra terra che sta colpendo un suo giovane amico, Roberto Saviano.
Per ricordare la sua figura e la sua arte messa sempre al servizio dell’impegno politico non c’è bisogno di scrivere molte parole: basta rileggere quelle di un altro suo vecchio amico. Uno che, come lei, ha lottato per un’ingiustizia che aveva colpito la sua terra…

Proprio riferendosi alla sua musica, Nelson Mandela scrive: “Amo tutti i tipi di musica, ma la musica della mia carne e del mio sangue mi va diritta al cuore. La singolare bellezza della melodia africana sta nella sua capacità di risollevare lo spirito anche quando racconta una storia triste. Puoi essere povero, disoccupato, puoi vivere in una baracca sgangherata, eppure quella melodia ti infonde speranza. Spesso la nostra musica narra le aspirazioni della gente, e accende una carica politica anche in coloro che altrimenti sarebbero indifferenti. Vasta vederne l’effetto contagioso nei raduni africani. La politica può essere supportata dalla musica, ma la musica ha una forza che va aldilà della politica”.
- Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà, p. 177, Feltrinelli.

Questo video è stato realizzato qualche anno fa… era la prima volta che andavo in Africa e meglio di questa canzone non c’era niente per descrivere le emozioni che avevo provato

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Se non vivremo tutti come fratelli…moriremo tutti come stolti: il regalo di Loredana.

Il regalo di LoredanaQualche anno fa, quando si è sposato mio fratello, mi sono accorta che non avevo un bel vestito da mettermi per quella occasione così speciale. Alla fine me lo sono fatto prestare da una mia collega che aveva compiuto da poco 50 anni e se lo era comprato. Era bellissimo e mi stava benissimo.Da quel momento ho sempre pensato che, almeno per i miei 50 anni, mi sarei comprata un bellissimo vestito per festeggiare con parenti e amici.

Sono arrivati i 50 anni (prima o poi arrivano) e io non mi sono comprata il vestito.

La settimana prima della mia festa sono stata in malattia, quindi (grazie a Brunetta) segregata in casa dalle 8 alle 20 con stacco dalle 13 alle 14. Poi si è ammalato anche mio figlio e quindi non potevo uscire nemmeno dalle 13 alle 14. Ho avuto così modo di preparare la mostra con le foto e gli oggetti che gentilmente mi aveva portato Andrea a casa, ma non sono riuscita a organizzare un bellissimo pranzo e ordinare una bella torta come lo richiederebbe una festa qualsiasi, figuriamoci quella dei 50 anni!!!!!!!!!

Andrò dal parrucchiere una volta l’anno e almeno per i 50 anni ci volevo andare e invece…niente. Non mi metto mai lo smalto. Tutte si fanno i disegnini sulle unghie tutti i giorni, io nemmeno per i 50 anni.
Insomma ormai avevo mandato gli inviti via mail, sms, telefono ma non ero ancora pronta per la festa.
Mi sembrava che mancasse tutto,vestito, parrucchiere, mostra (avrei voluto stampare altre foto, fare altri cartelloni), rinfresco (mio marito già lo avevo caricato di cose da fare e comprare e non potevo chieder di più), torta.

E’ arrivato il venerdì: la festa-mostra durava da venerdì a domenica. Sul cancello di casa ho scritto “E’ QUI LA MOSTRA !!!” (intendendo la festa- mostra-mercato e non la festeggiata!!)

Il venerdì sono venute le mie colleghe maestre che hanno apprezzato tutto, specialmente la parte dedicata alle scuole. Ho messo foto delle aule, dei bambini, delle scuole vecchie, delle scuole nuove, l’uso del viboko, le cartine geografiche fatte con i sassi ecc… Ho fatto un cartellone “Impariamo dall’africa” dove ho messo il proverbio africano: “Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio” e vicino un foglio con scritto “..Altro che maestro unico !”

Poi una frase di un vecchio iniziato bambara indirizzata a Maria stella Gelmini: ”Se volete salvare delle conoscenze e farle viaggiare attraverso il tempo, affidatele ai bambini” !!!!!! Le mie colleghe hanno apprezzato molto e alcune di loro hanno proposto un gemellaggio fra scuole. Alla prossima riunione a scuola ne parleremo ufficialmente e vi faremo sapere.

Il sabato a pranzo sono arrivati i parenti presentandosi alla grande!!! Mio zio Umberto è arrivato suonando “tanti auguri a te” con la tromba partendo dal cancelletto esterno. Oltre alla mia grande commozione… Quale pubblicità migliore!! Tutto il quartiere si è reso conto che c’era una festa alla grande !! E poi ero tanto preoccupata della torta e invece si è presentata mia zia Rina con una crostata gigante a forma di 50 fatta senza uovo (mio figlio è allergico). Quale regalo più grande ?!

Con il fatto che avevo detto di non comprarmi regali, ma solo offerte per l’Africa, la gente ha fatto le offerte e ha comprato gli oggetti africani ma poi si è anche sbizzarrita a fare ”regali non commerciali”, “regali non-regali” secondo l’uso comune del termine. E’ stato bellissimo: ho ricevuto oltre che “tanti auguri a te” sempre con la tromba anche una bellissima “ave maria” prima di mangiare (quella è stata la nostra preghiera che si è innalzata verso il cielo e anche verso il vicinato), la crostata gigante, vino, la felpa di tulime, i fiori, le piante, un biglietto della lotteria e tanta tanta solidarietà.

La domenica sono arrivati i vicini, gli amici, i compagni di scuola di Angelo.. insomma tutto è stato molto bello e non ho sentito nemmeno la stanchezza. E’ venuto anche un mio amico, Massimo, che è claudicante e non-vedente. Mentre tutti stavano mangiando al rinfresco lui ed io siamo scesi per le scale (non è facile per lui senza corrimano) e abbiamo VISTO TUTTA LA MOSTRA. INSIEME. Gli ho raccontato tutto quello che c’era e ha toccato tutto quello che poteva toccare. Ha dato una offerta e ha scelto (toccandola) una collanina scura con una conchiglia in mezzo bianca bellissima e se l’è messa al polso girandola 2 volte. Il giorno dopo mi ha telefonato per ringraziarmi perché la mostra gli era piaciuta molto. Per me è stata veramente una gioia “vedere la mostra” con lui.

Le altre soddisfazioni più grandi sono state quelle di aver:

-sentito la mia famiglia molto partecipe: mio marito in tutti gli aiuti tecnici soprattutto per i computer, –Francesca per il suo abbigliamento africano, le foto, i video e le musiche al computer, mio figlio Angelo per la sua generosa offerta . Aveva dato tutti i suoi risparmi a Cesare, il fratello di fra Paolo, quando è andato in Africa e ora il suo salvadanaio era costituito da ben 5 euro dategli dal “topolino” per il dente caduto. Ebbene ha messo il tutto nella cassetta delle offerte senza dire niente. Poi è venuto da me e mi ha detto: “anch’io ti ho fatto il regalo che volevi”;

trasformato gli ingredienti che avevo in casa in belle idee. Ho fatto dei dolcetti di salame di cioccolata e altri di ricotta e cocco tutti a pallini. Risultavano tutti pallini bianchi e neri soprannominati “dolcetti della solidarietà”:

ho improvvisato una torta, sempre con gli stessi ingredienti ,che aveva la forma di yng e yang (quindi bianco e nero) in armonia con il tema;

avevo per casa delle zanzariere non montate che mi davano impiccio e non sapevo dove “nasconderle” .Poi invece le ho usate come pannelli espositori per le foto ed erano bellissime. Sembravano fatte apposta. (fino alla prossima mostra di Natale penso rimarrò senza zanzariere tanto le zanzare non ci sono più o quasi);

socializzato e animato un quartiere “mortorio” e borghese come il nostro;

aver lanciato un’idea di festa alternativa in un ambiente non abituato a simili cose;

aver fatto sensibilizzazione verso l’Africa;

ci siamo fatti conoscere come Tulime;

come punto di riferimento ormai ci hanno adocchiato e quindi chissà che in futuro da cosa nasca cosa;

sono venuti molti ragazzi interessatissimi;

i giovani e anche i meno giovani si sono calati nell’atmosfera e hanno “giocato” con noi seguendo le proposte di indossare il kanga, togliersi le scarpe e portare le ceste sulla testa;

grandissimo pubblico di artisti che ha apprezzato le foto di Andrea;

la lavorazione della terra non si è fatta per” mancanza di personale addetto” perché dovevamo stare appresso al banchetto delle vendite, al rinfresco, alla spiegazione delle foto, a rispondere al telefono per gli auguri, a spiegare la strada alla gente e a ricevere degnamente gli ospiti tra cui una ragazza serba che starà qui con noi per un mese per uno scambio tra università con Francesca;

ovviamente vincente la presenza di fra Vincenzo;

la coincidenza che venissero i ragazzi la sera di Halloween a chiedere “dolcetto o scherzetto”i è stata interessantissima. La festa pagana si è trasformata in una visita socio-culturale formativa e interessante. I ragazzi entravano, chiedevano, si sedevano, guardavano, toccavano, mangiavano e rimanevano a bocca aperta a sentire fra Vincenzo. Erano interessatissimi;

la gente è stata tutta contenta specialmente per aver trovato qualcosa da mangiare perché avevo detto loro che, per restare in tema con l’africa con l’africa , proponevo un “digiuno di solidarietà”. Poi ho pensato che l’ospitalità è sacra e ho preparato un po’ di cose;

Ho mandato poi a tutti una mail di ringraziamento con una frase di M. L. King che non ci stava niente male soprattutto in questi giorni in cui è stato eletto negli Stati Uniti il primo presidente di colore

Insomma è andato tutto benissimo nonostante non c’era niente di tutto quello che avevo sempre immaginato della mia festa dei 50 anni: la festa a sorpresa dove se non altro mi risparmiavo la fatica di preparare il rinfresco, la mostra, fare gli inviti, la cena di gala in un ristorante chic dove sfoggiare il mio vestito nuovo, le foto bellissime non alla mostra, ma a me (la mostra n°2) con i capelli ben messi e le unghie tinte

Il giorno dopo sono tornata al lavoro e ho trovato ben 4 colleghe con un nuovo taglio di capelli. Mi è venuto da sorridere perché mi ero completamente dimenticata che volevo andare dal parrucchiere . Loro non erano venute alla mostra ma…mi hanno dato una busta con 90 euro che avevano raccolto anche con altre colleghe di un altro nido che dista circa 6 km.. “Cavoli- ho pensato-, avrò tutti i capelli al vento ma…il vento della solidarietà ha soffiato anche più lontano di quanto pensassi”.

Asante sana a tutti voi che siete arrivati a leggere fin qui.

-Loredana

In particolare il nostro “villaggio” di Roma devolve il proprio contributo per il villaggio di Masege (quello con quel bel laghetto con le ninfee). Abbiamo raccolto in tutto ben 1750 euro di cui 840 di offerte e 910 di vendita di oggetti. Vi ringrazio di tutto cuore a nome dei nostri fratelli africani che direbbero “ASANTE, ASANTE SANA”. Vi ringrazio soprattutto perchè in questi tre giorni ho vissuto con voi un grande sogno…quello di vivere come fratelli…
“Se non vivremo tutti come fratelli…moriremo tutti come stolti” (M.L: King)

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