Piantala subito!

Tulime e l’impegno nell’ambito della riforestazione

Tulime Onlus, che in lingua swahili vuol dire “Coltiviamo!”, è presente in Tanzania, in Uganda e Nepal promuovendo tramite i suoi interventi i principi della “cooperazione di comunità”, quindi l’incontro fra territori e persone per conoscersi, arricchirsi reciprocamente in un continuo scambio di saperi ed esperienze; proponendo l’idea alternativa dell’adozione non dei singoli bambini, ma di interi villaggi; realizzando progetti in cui le comunità sono attori centrali dei processi di trasformazione, al fine di offrire un aiuto completo la cui sostenibilità nel tempo è basata sull’appropriazione, da parte della popolazione locale, delle risorse e delle conoscenze offerte. Ogni intervento non mira a lasciare qualcosa, ma a creare insieme qualcosa, affinché esso non sia basato sull’assistenzialismo, ma sulla ownership della comunità locale.

Grazie all’impegno di volontari e sostenitori, l’associazione offre supporto all’agricoltura e all’allevamento, favorisce progetti di microcredito, di mercato equo-solidale per favorire lo sviluppo dell’artigianato locale, interviene a favore della salute delle comunità e delle persone, in particolar modo di coloro che sono affetti da disabilità ed albinismo.

Tulime Onlus lavora anche nel campo della sostenibilità e tutela ambientale, della gestione delle risorse, dell’istruzione, sostenendo il sistema scolastico con l’erogazione di borse di studio, campagne di informazione e sensibilizzazione, la costruzione di scuole e il sussidio per le famiglie dei villaggi che accolgono gli orfani.

L’associazione promuove programmi di Servizio Volontario Europeo dal 2012 ed è stata accreditata al Servizio Civile Nazionale da aprile 2014.

Tulime Onlus si dedica anche al turismo consapevole, ai tirocini, alle tesi, agli stage, all’organizzazione di eventi, mostre, convegni e concerti con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche che affronta nei suoi progetti.

Nel 2001 Tulime, avvia il proprio operato in Tanzania implementando un ampio progetto di riforestazione. Il progetto ha permesso che venissero piantati più di un milione di alberi e attraverso la realizzazione di un vivaio permette alla popolazione di entrare in possesso facilmente di nuove piante, incentivando la piantumazione e continuando ad alimentare il circolo virtuoso iniziato quasi vent’anni fa.

 

Il distretto di Kilolo e il villaggio di Pomerini

Il distretto di Kilolo ospita una popolazione di 218.130 abitanti di cui 105,856 donne e 112,247 uomini. Confina a Nord con la regione di Dodoma, a nord est con la provincia di Kilosa, ad est con la regione di Morogoro, a sud con la provincia di Mufindi e a ovest con la provincia di Iringa rurale.

L’altitudine varia dai 600 ai 2700 m sul livello del mare. La media delle precipitazioni annuali oscilla tra i 500mm e i 2700mm mentre la temperature varia dagli 8 ai 30 gradi.

Il distretto di Kilolo ha una superficie totale di 7,874.6 km quadrati. Il 55% è considerato coltivabile nonostante solo un quarto sia effettivamente impiegato, il 22% è adibito al pascolo mentre il 24% è occupato da foreste.

Il distretto si può suddividere in tre diverse zone agro-ecologiche a seconda dell’altitudine: alte, medie e basse.

 

Cosa sono i crediti di carbonio?

A partire dalla Rivoluzione Industriale, l’uomo ha iniziato a produrre diversi tipi di gas di scarto (fra cui il diossido di carbonio, CO2). Questi salendo nella troposfera provocano l’effetto serra che concentra la radiazione infrarossa, il calore, impedendo la sua dispersione e provocando un sensibile aumento delle temperature con tutte le problematiche conseguenti. Le Nazioni Unite nel 1977  hanno compilato un documento di responsabilità, il Protocollo di Kyoto, in cui si è iniziato ad affrontare il tema dei mutamenti climatici, a quantificare i gas serra e ha dato avvio al fenomeno oggi conosciuto come green economy. Semplificando, le aziende possono essere suddivise in “emettitrici di gas” e “assorbenti il gas”. Chi emette CO2 può compensare acquistando dei crediti dalle aziende che invece lo assorbono. Un credito di carbonio o carbon credit è un certificato negoziabile che rappresenta una tonnellata di anidride carbonica non emessa o assorbita e deriva da un progetto di tutela ambientale con lo scopo di ridurre o riassorbire le emissioni globali di CO2 e altri gas ad effetto serra.

Fra le attività di mitigazione climatica complementari e integrative alla riduzione delle emissioni, il Protocollo di Kyoto prevede l’assorbimento forestale attraverso due canali: la gestione delle foreste esistenti e la nuova forestazione.

L’albero vive e cresce utilizzando elementi naturali: crea le molecole del legno di cui è essenzialmente costituito grazie all’acqua, all’energia solare e all’anidride carbonica presente in atmosfera.

Attraverso il processo di fotosintesi l’albero sottrae naturalmente CO2 dall’atmosfera, dove questa si accumula a causa di numerosi processi, tra cui il più rilevante è costituito dalla trasformazione e consumo di energia operato dall’uomo.

Tale sottrazione è positiva poiché la CO2 accumulandosi nell’atmosfera aumenterebbe in maniera non naturale l’effetto serra e riscalderebbe così il clima terrestre.

Incentivare la piantumazione di alberi e la creazione di boschi e foreste specificatamente protetti permette di potenziare la capacità naturale di assorbimento e fissazione del carbonio atmosferico e di favorire la rinaturalizzazione del territorio, troppo spesso fortemente alterato dalle attività umane, oltre che a prevenire l’ulteriore consumo del suolo.

Calcolare quanta CO2 assorbe un albero non è automatico. Sono tali e tanti i fattori che influenzano il processo di assorbimento e sequestro di carbonio nelle molecole organiche ed è pertanto difficile dare una risposta precisa. In linea generale per poter comprendere il livello di assorbimento di CO2 di un albero è necessario operare delle distinzioni di base rilevando se la pianta in questione è arborea o arbustiva, di basso o alto fusto, se vive in un clima temperato o tropicale, se si trova in un contesto urbano o naturale, se è soggetta o meno a piani di gestione attiva, se si trova in un contesto di stress ambientale o meno. Tutte queste variabili (ce ne sono in realtà molte altre), hanno un peso così rilevante sulle cinetiche di accrescimento dell’albero che il suo livello di assorbimento di CO2 rischia di essere molto differente da un contesto all’altro.

Analizzando l’esempio di una pianta arborea ad alto fusto in clima temperato e situata in città possiamo pensare che l’albero possa assorbire tra i 10 e i 20 kg CO2/anno, dentro un ciclo di accrescimento in cui l’albero raggiunge la sua maturità in un range temporale compreso fra i 20 e i 40 anni. Discorso diverso per un albero con le stesse caratteristiche ma situato in un contesto naturale, dove ci si può aspettare una crescita meno stentata ed un potenziale di assorbimento compreso tra i 20 ed oltre i 40 kg CO2/anno.

Per cercare di comprendere tale meccanismo in maniera ancora più precisa è necessario abbandonare i ragionamenti legati all’assorbimento misurato in annualità e analizzare la capacità di un albero di assorbire e sequestrare CO2 nell’arco del proprio intero periodo vitale, in cui le variabili ambientali puntuali (variazioni metereologiche, stress e stressor, penuria di precipitazioni, disturbi di varia natura etc) hanno meno influenza in quanto spalmate su un ciclo vitale di lungo periodo.

Fai la tua parte: la riforestazione comunitaria con Tulime

Adottare un albero, contribuendo a tutelare l’ambiente e contrastare la deforestazione, non è mai stato così semplice. Si può scegliere fra due modalità di piantumazione, singola oppure di una foresta e fra varie specie di piante. I baby alberi adottati verrano acquistati presso vivai locali e consegnati alle scuole che con l’aiuto degli studenti provvederanno a piantarli.

Sono già numerose le scuole che aderiscono all’iniziativa di Tulime. Se scegli di coltivare con le scuole gli studenti pianteranno il tuo albero, si prenderanno cura di lui e periodicamente ti faranno avere sue notizie. Ti verranno inoltre fornite le coordinate della pianta così la potrai “visitare” in qualsiasi momento.

Specie Costo unitario € N. piante per acro Costo di vendita del servizio (una tantum)
Pino (conifere locali) 0,05 cent 660 € 10,00
Avocado 0,95 cent 320/330 € 15,00

 

Coltiva per la tua azienda

Riassorbire le emissioni globali di CO2 aiuta a ridurre l’impatto della tua azienda sull’ambiente.  Attraverso la piantumazione e la cura di una foresta oppure regalando un albero ad ogni cliente, sempre attraverso la collaborazione con le scuole, ciò diventerà possibile.

Attività Costo per acro pino (conifere locali)

Costo per acro

avocado

Pulizia campo 55 € 55 €
Piantumazione 80 € 80 €
Acquisto piante 35 € 313,5 €
Trasporto 20 € 20 €
Manutenzione annuale 60 € 90 €
Tot. 250 € 558,5 €
Costo di vendita del servizio
(una tantum)

350 €

 

€ 660,00

 

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